Il Generale Esposito teneva il foglio tra due dita, come se fosse contaminato.
«Dimostra soltanto che qualcuno ha stampato un documento con il suo nome sopra», disse. «Senza campioni verificati, una catena di custodia documentata e un laboratorio accreditato, questo non è una prova. È una messinscena.»
Un silenzio attonito attraversò la stanza.
La mascella di Andrea si irrigidì. «Quindi sta dicendo che lei non mi ha tradito?»
«Sto dicendo che lei non ha alcuna competenza per accusare di frode un ufficiale dell’Esercito decorato sulla base di documenti spazzatura consegnati da chissà chi.»
Vittoria fece un passo avanti, con la voce stridula. «Noi sappiamo quello che sappiamo. Quella bambina non assomiglia per niente a mio figlio.»
Chiara piagnucolò contro la mia spalla.
Poi l’espressione del Generale Esposito cambiò. Guardò Andrea con maggiore attenzione, come se avesse appena notato qualcosa per la prima volta.
«Dove ha ottenuto questo referto?»
Andrea esitò. «Da un investigatore privato.»
«Quale investigatore?»
Andrea lanciò un’occhiata a sua madre. Vittoria rispose al posto suo. «Un amico ci ha aiutati.»
Il Generale Esposito rimise il foglio sul tavolo. «Interessante.»
Poi estrasse una seconda busta dall’interno della giacca.
«Sono venuto qui questa sera perché il Capitano Ferri è stato selezionato per una valutazione riservata in vista di una promozione», disse. «Come parte di quella procedura, è stato effettuato anche un controllo di sicurezza sul suo nucleo familiare più stretto.»
Andrea impallidì.
Il Generale Esposito aprì la busta ed estrasse diverse fotografie.
«Avevo intenzione di discutere la questione in privato», continuò, «ma dal momento che a quanto pare abbiamo deciso di mettere in piazza le questioni familiari, possiamo anche andare avanti.»
Posò le fotografie sul tavolo, una dopo l’altra.
La prima mostrava Andrea mentre entrava in un hotel nel centro della città.
La seconda lo ritraeva mentre abbracciava una donna nella hall.
La terza mostrava la stessa donna mentre consegnava una cartellina a Vittoria nel parcheggio sotterraneo dell’hotel.
Il volto di mia suocera si svuotò completamente.
Andrea si precipitò verso il tavolo. «Questo non ha niente a che vedere con la questione.»
«Ha tutto a che vedere con la questione», disse freddamente il Generale Esposito. «Il cosiddetto investigatore è sotto indagine per ricatti, falsificazione di test di paternità ed estorsioni ai danni di famiglie di militari.»
Un mormorio si diffuse tra i parenti.
Fissai Andrea. «Hai fatto questo a me?»
Prima che potesse rispondere, Chiara allungò una manina verso le fotografie e lasciò sfuggire una piccola risata.
Il Generale Esposito abbassò lo sguardo su di lei, poi tornò a fissare Andrea.
«C’è un altro problema», disse.
Estrasse un referto di laboratorio sigillato e lo girò verso di me.
«Questo è il test ufficiale che sua moglie non sapeva avessi disposto dopo che è stata fatta una minaccia contro vostra figlia.»
Andrea smise di respirare.
Il Generale Esposito ruppe il sigillo.
Poi lesse la prima riga, e ogni traccia di colore scomparve dal suo volto.
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