Sul monitor, gli uomini di Lorenzo alzarono le armi.
Per un secondo credetti che avrebbero sparato immediatamente.
Invece rimasero immobili.
Era peggio.
Lorenzo voleva che tutti vedessero chi li stava minacciando.
Uomini con il simbolo dei Moretti sulle giacche.
Armi provenienti dagli arsenali dei Moretti.
Dentro Villa Moretti.
Se anche una sola persona fosse sopravvissuta, avrebbe raccontato che Alessandro aveva organizzato tutto.
«Dobbiamo entrare prima che dia l’ordine», disse Don Ricci.
Alessandro guardò il passaggio che conduceva sotto il salone.
«Se entro con uomini armati, Lorenzo userà anche quello contro di me.»
«Se non entri, li ucciderà.»
Emma era ancora tra le mie braccia.
Tossiva meno, ma tremava.
Le accarezzai i capelli.
Poi vidi il coniglietto.
La cucitura sotto l’orecchio era rimasta aperta.
Dentro si intravedeva qualcosa che non avevo notato prima.
Un minuscolo filo rosso.
«Aspetta.»
Alessandro si voltò.
Aprii delicatamente la stoffa.
Sotto il dispositivo nero ce n’era un secondo, sottilissimo.
Sembrava una scheda di memoria.
Vittorio la fissò.
«Daniele aveva nascosto altro.»
Alessandro la inserì nel tablet.
Comparve una cartella.
Un solo file.
**ULTIMO ACCESSO — M.M.**
Alessandro smise di respirare.
Matteo Moretti.
Aprì il video.
Il fratello di Alessandro apparve seduto nella stessa stanza segreta che avevamo appena scoperto.
Sembrava esausto.
«Se state guardando questo, Lorenzo ha già deciso di muoversi.»
Alessandro abbassò lo sguardo.
Matteo continuò.
«Non cercate di batterlo con la forza. È quello che vuole. Ha costruito per anni uomini, documenti e prove abbastanza convincenti da far sembrare Alessandro il responsabile.»
Don Ricci guardò il monitor del salone.
Matteo indicò qualcosa fuori dall’inquadratura.
«L’unica cosa che Lorenzo non può falsificare è la sua stessa confessione.»
Alessandro si irrigidì.
«Daniele ed io abbiamo preparato il registro quarantasette per costringerlo a parlare. Lorenzo crede che una parte delle prove originali sia ancora nascosta nella villa.»
Il video tremò leggermente.
«Se le dodici famiglie sono presenti, non significa soltanto che sta tentando di distruggerle. Significa che è finalmente abbastanza sicuro da spiegare ciò che ha fatto. Lorenzo ama essere riconosciuto come l’uomo più intelligente nella stanza.»
Don Ricci mormorò:
«Vanità.»
«No», disse Alessandro. «Bisogno di controllo.»
Il video terminò con una frase.
«Fatelo parlare davanti a testimoni.»
Alessandro chiuse il file.
Per la prima volta da quando tutto era iniziato, vidi qualcosa cambiare nel suo sguardo.
Non rabbia.
Una decisione.
Si tolse la pistola.
La porse a Vittorio.
Poi consegnò anche il coltello nascosto sotto la giacca.
«Che fai?» chiesi.
«Quello che Lorenzo non si aspetta.»
Don Ricci capì.
«Vai disarmato.»
«Davanti a dodici famiglie.»
«Potrebbe ucciderti.»
Alessandro guardò Emma.
«Se mi uccide davanti a loro dopo che mi sono presentato senza arma, la sua storia comincia a crollare.»
Mi avvicinai.
«E se ordina comunque di sparare?»
«Allora dobbiamo fare in modo che non possa controllare i suoi uomini.»
Viviana, rimasta in silenzio fino a quel momento, alzò lentamente la testa.
«Posso farlo io.»
Alessandro la guardò con freddezza.
«Hai già fatto abbastanza.»
«Conosco il loro protocollo.»
Cesare la fissò.
«Viviana.»
Lei non lo ascoltò.
«Lorenzo non dà gli ordini finali con il telecomando. Il telecomando controlla porte e sistemi. Gli uomini ricevono conferma tramite una frequenza privata.»
Indicò il tablet.
«Se interrompete quella frequenza, aspetteranno.»
«Per quanto?»
«Forse trenta secondi. Forse un minuto.»
«Abbastanza», disse Don Ricci.
Cesare scosse la testa.
«Ti ucciderà.»
Viviana lo guardò.
«Probabilmente.»
Non c’era più nulla della donna che mi aveva schiaffeggiata poche ore prima.
Solo una persona che finalmente vedeva il prezzo di tutte le proprie scelte.
Alessandro fece segno a una guardia.
«Portatela al pannello secondario.»
Poi si rivolse a me.
«Tu ed Emma uscite dalla villa.»
Scossi la testa.
«Daniele ha lasciato quelle prove per arrivare a questo momento.»
«Proprio per questo devi proteggere vostra figlia.»
Guardai Emma.
Aveva gli occhi stanchi.
Non avrei rischiato la sua vita per vedere come finiva quella guerra.
Annuii.
Prima che potessi andarmene, lei tese il coniglietto ad Alessandro.
«Tienilo.»
«Perché?»
«Porta fortuna.»
Alessandro lo prese.
Per un istante, l’uomo più temuto di Milano rimase lì con un coniglietto azzurro tra le mani.
Poi lo infilò sotto la giacca.
«Te lo restituisco.»
Io ed Emma seguimmo due guardie verso l’uscita delle cantine.
Ma prima di raggiungerla sentii la voce di Lorenzo dagli altoparlanti.
«Alessandro. So che mi stai ascoltando.»
Mi fermai.
«Hai passato la vita credendo che Matteo fosse più debole di te», continuò Lorenzo. «La verità è che lui ha capito prima di te quanto fosse marcia questa famiglia.»
Sul tablet della guardia vidi Alessandro entrare nel salone.
Da solo.
Senza arma.
Le dodici famiglie si voltarono.
Lorenzo sorrise.
«Finalmente.»
Alessandro aprì le mani.
«Sono qui.»
«Dove sono i tuoi uomini?»
«Quelli che hai comprato o i miei?»
Un brusio attraversò il salone.
Lorenzo rise.
«Continui ancora a fingere.»
«No. Voglio soltanto capire una cosa.»
«Quale?»
Alessandro fece qualche passo avanti.
«Matteo. Daniele. Le rotte vendute ai Bellini. Gli uomini sostituiti. Hai costruito tutto questo per prendere il mio posto?»
Lorenzo inclinò la testa.
«Il tuo posto?»
Rise di nuovo.
«Tu non hai mai avuto un posto, Alessandro. Hai ereditato una sedia.»
Le dodici famiglie ascoltavano.
Alessandro non reagì.
«Quindi era questo.»
«Questo era soltanto l’inizio.»
Lorenzo si avvicinò.
«Tuo padre costruì un impero che dipendeva da una sola famiglia. Io ho costruito un sistema che può sopravvivere a tutte le famiglie.»
Don Ricci alzò lentamente il mento.
«Ammetti di aver infiltrato i nostri uomini?»
Lorenzo sorrise.
«Non li ho infiltrati. Li ho sostituiti.»
Il silenzio diventò assoluto.
Sul tablet vidi Viviana raggiungere il pannello.
Inserì un codice.
FREQUENZA PRIVATA: INTERROTTA.
Alessandro guardò Lorenzo.
«E Daniele Benedetti?»
Per la prima volta, Lorenzo perse il sorriso.
«Benedetti avrebbe dovuto capire quando fermarsi.»
Sentii le lacrime riempirmi gli occhi.
Alessandro continuò.
«Sei stato tu a ordinare la sua morte.»
Lorenzo si avvicinò abbastanza da guardarlo negli occhi.
«Sì.»
Dodici famiglie lo sentirono.
Il vero Vittorio lo sentì.
Don Ricci lo sentì.
E il sistema di registrazione del tablet stava salvando ogni parola.
Alessandro abbassò appena lo sguardo.
«E Matteo?»
Lorenzo rimase in silenzio.
Poi disse:
«Tuo fratello ha commesso lo stesso errore.»
Alessandro chiuse gli occhi per un secondo.
«Sei stato tu.»
«Gli avevo dato una scelta.»
Un rumore esplose alle spalle di Lorenzo.
Viviana apparve sulla balconata superiore.
«La frequenza è bloccata!»
Lorenzo si voltò.
Il suo volto cambiò.
«Tu.»
Viviana sorrise amaramente.
«Per una volta hai scelto la persona sbagliata.»
Lorenzo sollevò il telecomando.
Premette un pulsante.
Niente.
Lo premette di nuovo.
Gli uomini armati non spararono.
Alcuni iniziarono a guardarsi tra loro.
Alessandro fece un passo avanti.
«È finita.»
Lorenzo lo fissò.
Poi sorrise.
«No.»
Estrasse dalla tasca un secondo dispositivo.
Molto più piccolo.
Sul suo schermo compariva un conto alla rovescia.
00:59.
00:58.
00:57.
Don Ricci impallidì.
«Che cos’è?»
Lorenzo guardò direttamente Alessandro.
«La parte del piano che Matteo non ha mai scoperto.»
Poi premette START.
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