Divertimento

Mio Marito Cambiò Le Serrature Mentre Seppellivo Mia Madre — Poi Gli Rivelai Chi Era Davvero Il Proprietario Della Villa Da 15 Milioni Di Euro

Laura rimase con il telefono stretto tra le dita, incapace di distogliere lo sguardo dalla fotografia di Sofia e Ryan seduti allo stesso tavolo. Il primo pensiero fu di chiamare immediatamente il numero sconosciuto. Il secondo fu più freddo: non farlo. Chiunque avesse mandato quelle immagini voleva guidarla da qualche parte, e Laura aveva appena imparato che nella sua famiglia ogni strada poteva nascondere una trappola.

«Nessuno esce da questa stanza», disse.

Il capo della sicurezza la guardò. «Direttrice?»

«Voglio sapere tutto su Sofia Conti. Non cercatela nei registri pubblici. Cercatela nei vecchi archivi della Sentinel, nei registri delle proprietà, nei contratti cancellati e nei sistemi finanziari. E voglio sapere chi ha riattivato SCT ieri sera.»

Il tecnico annuì e si mise al lavoro.

Laura invece tornò davanti alla fotografia appesa alla parete. Sofia sorrideva appena. Accanto a lei, suo padre appariva molto più giovane. Ma c'era qualcosa che la inquietava: la mano di Sofia poggiava sulla spalla di Matteo con una naturalezza che non sembrava quella di una semplice collega.

«Perché nessuno mi ha mai parlato di lei?» domandò.

Il capo della sicurezza abbassò lo sguardo.

«Perché forse nessuno doveva farlo.»

Laura si voltò di scatto.

«Lei sapeva che esisteva?»

«Sapevo che c'era un nome negli archivi. Non sapevo che fosse ancora viva.»

Laura lo fissò.

«E mio padre?»

«Tuo padre ordinò personalmente di cancellare ogni riferimento a SCT.»

«Perché?»

L'uomo esitò.

«Questo non lo so.»

Laura fece un passo verso di lui.

«Da oggi non mi basta più non lo so.»

Il tecnico intervenne dalla scrivania.

«Laura, ho trovato qualcosa.»

Lei si avvicinò.

Sul monitor compariva un vecchio documento digitalizzato. Era un rapporto interno della Sentinel, datato sette anni prima, pochi giorni dopo la morte ufficiale di Matteo Conti.

Laura lesse lentamente.

Operazione SCT-01 terminata. Responsabile presunto deceduto. Accesso chiuso.

«Responsabile presunto?» mormorò.

Il tecnico indicò una riga.

«Guarda la firma.»

Laura la riconobbe.

Era quella di sua madre.

Ma sotto la firma compariva una nota scritta a mano.

Non confermare il decesso finché non avrò parlato con Sofia.

Laura sentì il respiro fermarsi.

«Questa nota è stata scritta dopo la morte di mio padre?»

«Sì.»

«Quanto dopo?»

«Due giorni.»

Laura arretrò lentamente.

Per sette anni aveva creduto che sua madre avesse pianto la morte di suo padre come tutti gli altri.

E invece due giorni dopo il funerale stava ancora cercando Sofia.

«Portami tutti i documenti relativi alla morte di mio padre.»

Il tecnico si bloccò.

«Laura, i documenti ufficiali sono nell'archivio principale.»

«Allora aprilo.»

«Serve un'autorizzazione speciale.»

Laura lo guardò.

«Sono la direttrice del Trust.»

«Non è quello il problema. L'autorizzazione richiesta appartiene a un livello di accesso che non esiste più.»

«Chi l'aveva?»

Il tecnico controllò il sistema.

Poi impallidì.

«Matteo Conti.»

Nella stanza calò il silenzio.

Laura chiuse gli occhi.

Tutto tornava sempre a suo padre.

Suo padre.

Ryan.

Sofia.

Sua madre.

SCT.

E quella villa da quindici milioni di euro che improvvisamente sembrava essere soltanto la superficie di qualcosa di molto più grande.

«Voglio andare dove è sepolto mio padre.»

Il capo della sicurezza fece un passo avanti. «Adesso?»

«Adesso.»

Mezz'ora dopo, la berlina lasciò la proprietà. Laura rimase seduta sul sedile posteriore, guardando il lago attraverso il finestrino. Il cielo sopra Como era diventato scuro e l'acqua rifletteva le prime luci delle ville sulla riva.

Aveva bisogno di una prova.

Non di messaggi anonimi.

Non di fotografie.

Una prova.

Il cimitero era quasi deserto quando arrivarono. Laura attraversò il vialetto di ghiaia accompagnata da due uomini della Sentinel. La tomba di Matteo Conti era nella parte privata riservata alla famiglia.

Laura si fermò davanti alla lapide.

MATTEO CONTI
1961 — 2019
AMATO MARITO, PADRE E FONDATORE

Posò una mano sulla pietra.

«Sei davvero qui?» sussurrò.

Il capo della sicurezza rimase a distanza.

Laura si inginocchiò e osservò attentamente la lapide.

C'era qualcosa di strano.

Il nome era inciso correttamente, ma la data della morte era diversa da quella riportata nei vecchi documenti che ricordava di aver visto da bambina.

Eppure il rapporto SCT sembrava essere stato aggiornato nel 2020.

Laura si alzò.

«Portatemi il certificato originale.»

«Laura...»

«Subito.»

Uno degli uomini chiamò l'archivio notarile.

Pochi minuti dopo arrivò una scansione sul telefono.

Laura la aprì.

Il certificato di morte riportava la data del 14 novembre 2019.

Ma sotto compariva una firma del medico legale.

Laura la ingrandì.

Poi sentì il sangue gelarsi.

La firma apparteneva a un medico che conosceva.

Il dottor Alessandro Rinaldi.

Lo stesso medico che aveva seguito sua madre al Policlinico San Matteo fino alla sua morte.

Laura fece un passo indietro.

«No...»

Il telefono squillò.

Numero sconosciuto.

Questa volta rispose.

«Chi sei?»

Dall'altra parte arrivò una voce femminile.

Bassa.

Stanca.

«Sono Sofia.»

Laura smise di respirare.

«Sofia Conti?»

«Sì.»

«Dove sei?»

Ci fu un breve silenzio.

«Non posso dirtelo.»

«Allora dimmi perché mi hai cercata.»

«Non sono stata io a cercarti.»

Laura strinse il telefono.

«La fotografia di te e Ryan...»

«Quella fotografia è stata scattata prima che Ryan venisse a lavorare per tuo padre.»

Laura rimase immobile.

«Che cosa significa?»

La voce di Sofia tremò.

«Significa che Ryan non è entrato nella tua famiglia per conquistare te, Laura.»

«Allora per cosa?»

Sofia respirò profondamente.

«Per trovare qualcosa che tuo padre aveva nascosto nella villa.»

Laura guardò la lapide.

«Che cosa?»

Sofia rimase in silenzio per alcuni secondi.

Poi disse:

«La prova che Matteo è vivo.»

La chiamata si interruppe.

Laura abbassò lentamente il telefono.

Ma prima ancora che potesse elaborare quelle parole, uno degli uomini della Sentinel arrivò correndo verso di lei.

«Direttrice! Abbiamo un problema.»

«Cosa?»

L'uomo le mostrò il tablet.

Sul sistema della villa era appena comparso un nuovo accesso.

SCT-01 — AUTORIZZAZIONE MATTEO CONTI.

E l'accesso risultava effettuato dalla villa.

In quel preciso momento, mentre Laura era a chilometri di distanza, qualcuno era entrato nella stanza segreta sotto casa sua.

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