Divertimento

Durante una tormenta Mara salvò un boss ferito e suo figlio — all’alba, 420 SUV neri circondavano la sua baita

Mara non si mosse.

Fuori, i motori ringhiavano sotto la tormenta e uomini armati formavano una barriera intorno alla sua baita. Dentro, Luca dormiva accanto alla stufa, con una mano stretta intorno al suo lupo di peluche.

«Non lascerò casa mia perché la tua famiglia ha deciso di iniziare una guerra», disse.

Dante si costrinse a rimettersi seduto, premendo una mano sulla spalla fasciata. «Questa ha smesso di essere casa tua nel momento in cui Rocco ha mandato quel messaggio.»

Marco aprì un borsone sul tavolo. Contanti. Passaporti. Munizioni. Un secondo telefono.

Mara lo fissò. «Avevi previsto tutto questo?»

«Avevo previsto un tradimento», rispose Dante. «Non avevo previsto te.»

Uno schianto secco squarciò il mattino.

La finestra sopra il lavello esplose verso l’interno.

Dante si lanciò su Mara, trascinandola dietro il focolare in pietra mentre Marco gridava ordini alla radio. Fuori, i SUV neri cambiarono immediatamente posizione, con i fari che si orientarono verso il limite del bosco.


Luca urlò.

Mara attraversò il pavimento carponi e gli fece scudo con il proprio corpo.

«Cecchino sul crinale a ovest!» gridò qualcuno.

Dal bosco risposero degli spari.

La baita tremava a ogni raffica. La neve entrava dalla finestra infranta mentre fuori gli uomini urlavano coordinate. Dante cercò di afferrare una pistola, ma il braccio ferito cedette.

Mara la prese prima di lui.

Gli occhi di Dante si strinsero. «Sai usarla?»

«Ho lavorato in un pronto soccorso a Milano», rispose. «Ho imparato cosa entrava da quelle porte… e cosa lo seguiva.»

Poi Luca sussurrò: «Zia Mara?»

Quelle parole immobilizzarono tutti.


Mara abbassò lo sguardo. «Come mi hai chiamata?»

Il volto del bambino impallidì. «È così che la mamma ti chiamava nella fotografia.»

L’espressione di Dante cambiò.

«Quale fotografia?» domandò Mara.

Luca tirò fuori dal suo lupo di peluche una fotografia piegata. Mostrava una Mara più giovane accanto a un’altra donna, davanti all’ospedale di Milano.

A Mara mancò il respiro.

La donna era Elena Bellaro, la sua più cara amica, assassinata sei anni prima.

Sul retro, scritte a mano da Elena, c’erano sette parole:

Se succede qualcosa, porta Luca da Mara.

Dante la fissò come se la terra si fosse appena aperta sotto i suoi piedi.


Prima che Mara riuscisse a parlare, la radio di Marco gracchiò.

«Boss, abbiamo trovato il cecchino.»

Seguì una pausa.

«Ha con sé la fede nuziale di Elena Bellaro.»

Dante si voltò lentamente verso la porta.

Poi dalla radio della baita arrivò una voce familiare.

«Ciao, fratello.»


**Continua… Clicca sulla Parte 3 per continuare a leggere.**

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