Dante abbassò la pistola di pochi centimetri.
Non perché si fidasse degli uomini fuori.
Perché improvvisamente aveva capito qualcosa.
«Non sparate», disse.
Marco lo fissò. «Boss—»
«Ho detto di non sparare.»
La radio all’esterno gracchiò di nuovo.
«Confermate a Rocco che il bambino è con lui.»
Uno degli uomini davanti alla rimessa rispose:
«Ricevuto.»
Dante guardò Mara.
«Stanno aspettando che reagisca.»
«Perché?»
«Per sapere quanti uomini ho con me. Dove siamo. Quanto siamo vulnerabili.»
Marco strinse la mascella. «Allora che facciamo?»
Dante indicò il retro della rimessa.
«Li lasciamo credere di averci intrappolati.»
Un terzo SUV comparve tra gli alberi.
Mara vide uomini scendere con le armi pronte.
Luca si aggrappò alla sua giacca.
«Zia Mara…»
Lei si inginocchiò.
«Guardami.»
Il bambino sollevò gli occhi.
«Qualunque cosa senti, tu resti vicino a me.»
«E papà?»
Mara guardò Dante.
«Anche tuo padre.»
Per un istante qualcosa passò negli occhi di Dante.
Poi tornò il boss.
«Marco, quanti uomini sono?»
«Sette visibili. Forse altri nel bosco.»
Dante indicò la porta laterale.
«Quando entrano, voglio il primo vivo.»
Mara lo fissò.
«Hai appena perso abbastanza sangue da riempire mezzo secchio e stai organizzando un’imboscata.»
«Hai un’idea migliore?»
Lei indicò il pavimento.
«Sì.»
Sotto una pila di reti da pesca c’era una botola.
Marco la scoprì.
«Un altro passaggio?»
«Una cantina per il ghiaccio.»
Mara aprì la botola.
Una scala scendeva per circa tre metri.
«Da lì c’è un’apertura che porta al torrente.»
Dante quasi sorrise.
«Quante vie segrete ha questa proprietà?»
«Abbastanza da farmi pentire di averti mostrato la prima.»
Marco indicò Luca.
«Possiamo portarli fuori.»
Dante scosse la testa.
«No.»
«Boss—»
«Se spariamo adesso e scompariamo, Rocco saprà che abbiamo scoperto i suoi uomini. Io voglio capire chi gli sta parlando.»
Mara comprese.
«Vuoi fargli credere che siete ancora all’interno.»
Dante annuì.
Marco prese due caricatori dal borsone.
«Posso restare.»
«Tu vieni con noi.»
«E chi li trattiene?»
Dante guardò la motoslitta.
Pochi minuti dopo, il motore ruggì nella rimessa.
Gli uomini fuori cominciarono a gridare.
Marco spinse il mezzo contro le porte anteriori, bloccò l’acceleratore con una cinghia e saltò giù.
La motoslitta sfondò le assi ed esplose fuori nella neve.
Gli uomini aprirono il fuoco.
«Adesso», ordinò Dante.
Mara prese Luca.
Scesero nella cantina.
Marco richiuse la botola sopra di loro proprio mentre passi pesanti invadevano la rimessa.
«Bellaro!»
Un colpo.
«Controllate dietro!»
Un altro uomo gridò:
«La motoslitta è vuota!»
Dante indicò l’apertura nel muro.
Si trascinarono attraverso il ghiaccio e il fango fino a emergere nel letto quasi asciutto del torrente.
Il vento li colpì immediatamente.
Marco guidò il gruppo tra rocce e pini.
Per quasi venti minuti nessuno parlò.
Poi Dante barcollò.
Mara lo afferrò prima che cadesse.
«Basta.»
«Sto bene.»
«No. Sei testardo. È diverso.»
Lei lo fece sedere dietro un masso.
Marco controllava il bosco.
Luca rimase davanti a suo padre.
«Papà?»
Dante gli toccò il viso.
«Sono qui.»
Il bambino annuì, ma non sembrava convinto.
Mara controllò la fasciatura.
Di nuovo sangue.
«Se continui così, non arriverai al prossimo rifugio.»
Dante guardò Marco.
«Quanto manca?»
«C’è una casa forestale a circa quattro chilometri.»
Mara scosse la testa.
«Non ce la fa.»
«Allora cosa proponi?»
«Una vecchia cappella. Mezzo chilometro a nord.»
Marco la guardò.
«Perché conosci ogni edificio abbandonato nel raggio di dieci chilometri?»
«Perché qui la gente si perde. Io sono quella che va a cercarla.»
Arrivarono alla cappella poco prima di mezzogiorno.
Era piccola, di pietra, con una porta deformata dall’umidità.
Dentro c’erano due panche, un altare spoglio e un vecchio generatore.
Marco riuscì a farlo partire.
Mara sistemò Dante su una panca.
«Adesso guardiamo quel video fino alla fine.»
Dante non protestò.
Marco riaccese il lettore.
Il volto di Elena riapparve.
«Se siete arrivati a questo punto», diceva, «allora probabilmente Rocco è già stato accusato.»
Dante serrò la mascella.
«Non sto dicendo che sia innocente. Rocco vuole il potere. Ha sempre voluto ciò che apparteneva a Dante.»
Marco guardò Dante.
Elena continuò:
«Ma qualcuno gli sta aprendo le porte.»
Sul video apparve una fotografia.
Un uomo usciva da un edificio del porto.
Il volto non era visibile.
Solo una mano.
Un anello.
Pesante.
Argento scuro.
Mara guardò istintivamente la mano destra di Dante.
Lui portava un anello quasi identico.
«Gli anelli della famiglia», disse Marco.
Dante annuì lentamente.
«Mio padre ne fece realizzare cinque.»
«Chi li aveva?»
«Io. Rocco. Mio padre.»
Si fermò.
«Marco.»
Mara si voltò.
Marco mostrò immediatamente le mani.
Nessun anello.
«Il mio è andato perso tre anni fa.»
«E il quinto?» domandò Mara.
Dante non rispose.
Sul video Elena lo fece al posto suo.
«Il quinto apparteneva a Vittorio Bellaro.»
Dante diventò immobile.
Mara non aveva mai sentito quel nome.
Marco sì.
Il colore gli sparì dal volto.
«Impossibile.»
«Chi è Vittorio?» chiese Mara.
Dante fissò lo schermo.
«Mio padre.»
Mara aggrottò la fronte.
«Hai appena detto che tuo padre aveva uno degli altri anelli.»
«Vittorio era mio padre.»
«Era?»
Dante la guardò.
«È morto otto anni fa.»
Sul video Elena continuò.
«Dante, ho visto quell’anello due settimane fa.»
Il silenzio divenne assoluto.
«Pensavo di essermi sbagliata. Poi ho controllato i registri della clinica privata.»
Mara sentì il cuore accelerare.
Comparve una pagina scannerizzata.
Un nome falso.
Una data.
Una firma.
Marco si avvicinò allo schermo.
«No.»
Elena respirò profondamente nel video.
«Vittorio Bellaro non è morto la notte dell’incendio.»
Dante non batté ciglio.
«Qualcuno lo ha portato via vivo.»
Un rumore interruppe la registrazione.
Non proveniva dal dispositivo.
Veniva dall’esterno della cappella.
Un ramo spezzato.
Marco spense lo schermo.
Dante sollevò la pistola.
Tre colpi lenti risuonarono sulla porta.
Poi una voce anziana disse:
«Se vuoi sapere perché Elena è morta, figlio mio, apri.»
Dante diventò bianco.
La pistola gli tremò per la prima volta.
Perché quella voce apparteneva a un uomo che aveva seppellito otto anni prima.
Continua — clicca sulla Parte 6 per continuare a leggere.







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