Divertimento

Durante una tormenta Mara salvò un boss ferito e suo figlio — all’alba, 420 SUV neri circondavano la sua baita

Dante non aprì la porta.

Per diversi secondi rimase immobile, la pistola puntata davanti a sé, mentre dall’altra parte non arrivava più alcun suono.

Mara guardò il suo volto.

Non era paura.

Era qualcosa di peggiore.

Il terrore di riconoscere una voce che la propria mente aveva seppellito insieme a un morto.

«Vittorio?» sussurrò Marco.

Dante gli lanciò uno sguardo.

«Non pronunciare quel nome.»

Dall’esterno arrivò una tosse secca.


Poi la voce parlò ancora.

«Hai ancora l’abitudine di arrabbiarti quando hai paura.»

Dante impallidì.

Mara si avvicinò lentamente alla finestra laterale della cappella.

«Posso guardare.»

«No.»

Lei lo ignorò.

Scostò appena il vecchio tessuto che copriva il vetro.

Un uomo anziano era in piedi nella neve.

Solo.


Portava un lungo cappotto grigio e si appoggiava a un bastone.

La barba era quasi completamente bianca.

Una cicatrice gli attraversava il lato sinistro del volto fino alla mascella.

Dietro di lui non c’erano veicoli.

Nessun uomo armato.

Mara tornò verso Dante.

«È solo.»

«Non esiste “solo” con mio padre.»

«Quindi è lui.»

Dante non rispose.


Luca osservava gli adulti senza capire.

«Papà, chi c’è fuori?»

Dante abbassò lentamente la pistola.

La domanda del bambino sembrò fare ciò che nessun ordine avrebbe potuto.

Spezzare la paralisi.

Dante raggiunse la porta.

«Marco, se vedi una mano andare sotto il cappotto, spari.»

«Boss…»

«Hai capito?»

Marco annuì.


Dante aprì.

Il vento invase la cappella.

L’anziano sollevò lo sguardo.

Padre e figlio si fissarono.

Otto anni sparirono in un istante.

«Sei invecchiato», disse Vittorio.

Dante lo colpì.

Un pugno netto alla mascella.

L’uomo barcollò e cadde nella neve.

Marco fece un passo avanti.


Mara lo fermò.

Vittorio si passò il dorso della mano sul labbro.

Poi rise senza allegria.

«Questo me lo meritavo.»

Dante lo afferrò per il bavero e lo trascinò dentro.

«Otto anni.»

La sua voce era bassa.

«Otto anni ho creduto di averti visto morire.»

«Hai visto bruciare una casa.»

«Ho identificato il tuo corpo.»


«Hai identificato ciò che qualcuno voleva che identificassi.»

Dante lo spinse contro il muro.

«Elena lo sapeva?»

Vittorio smise di sorridere.

Quella fu una risposta sufficiente.

Dante gli puntò la pistola al petto.

«Parla.»

Vittorio guardò Luca.

Il bambino si nascose parzialmente dietro Mara.

Qualcosa cambiò negli occhi dell’anziano.


«È cresciuto.»

Dante gli premette la canna contro il cappotto.

«Non guardarlo.»

Vittorio riportò gli occhi sul figlio.

«Elena scoprì che ero vivo circa tre settimane prima di morire.»

Mara sentì un nodo stringerle lo stomaco.

«Perché non disse nulla a Dante?»

«Perché io le dissi di non farlo.»

«E lei ti ascoltò?» chiese Mara.

«No.»


Quasi un’ombra di rispetto attraversò il volto di Vittorio.

«Elena non ascoltava mai quando credeva che qualcuno stesse proteggendola mentendo.»

Mara ricordò immediatamente la sua amica.

Era vero.

«Perché fingere la tua morte?» domandò Marco.

Vittorio lo guardò.

«Perché qualcuno dentro la famiglia stava preparando una guerra.»

Dante rise amaramente.

«E quindi sei sparito lasciando che i tuoi figli si facessero a pezzi.»

«Sono sparito perché, finché ero vivo, nessuno avrebbe mostrato le proprie carte.»


Dante gli afferrò il collo.

«Rocco ha quasi ucciso mio figlio.»

«Rocco non ha ordinato l’agguato sul ponte.»

Il silenzio scese nella cappella.

Dante lasciò lentamente la presa.

«Come fai a saperlo?»

«Perché seguo i suoi uomini da mesi.»

«Allora chi?»

Vittorio guardò Marco.

Marco portò immediatamente la mano alla pistola.


«Non guardare me.»

«Non sto accusando te.»

«Allora smettila di comportarti come se stessi per farlo.»

Vittorio indicò il lettore sul banco.

«Elena aveva capito che qualcuno usava Rocco. Gli dava informazioni vere, abbastanza da renderlo potente, ma anche informazioni false, abbastanza da trasformarlo nel colpevole perfetto.»

Mara pensò al video.

È troppo facile.

«Chi?» domandò.

Vittorio respirò lentamente.

«Elena non riuscì a identificarlo prima di morire.»

Dante gli puntò nuovamente la pistola.

«Risposta sbagliata.»

«Ma scoprì come comunicava.»

Vittorio infilò lentamente una mano nel cappotto.

Marco sollevò l’arma.

«Fermo.»

«È carta.»

Vittorio tirò fuori una busta ingiallita.

La posò sul banco.

Mara vide il nome scritto davanti.

Dante.

La calligrafia era di Elena.

Dante non la toccò.

«Dove l’hai presa?»

«Da lei.»

Luca fece un piccolo passo avanti.

«Hai conosciuto la mia mamma?»

Vittorio lo guardò.

«Sì.»

«Prima che morisse?»

L’anziano abbassò lo sguardo.

«Sì.»

Dante aprì finalmente la busta.

Dentro c’era un foglio e una chiave minuscola.

Lesse in silenzio.

Mara vide il colore abbandonargli il volto.

«Che cosa dice?» domandò.

Dante le passò il foglio.

Elena aveva scritto poche righe.

Se Vittorio ti consegna questa lettera, significa che non sono riuscita a tornare. Non fidarti di chi ti porta prove contro Rocco troppo facilmente. La persona che ci tradisce non vuole soltanto il controllo della famiglia. Vuole Luca.

Mara sollevò lentamente gli occhi.

«Perché Luca?»

Vittorio indicò la chiave.

«Per quello che Elena ha messo a suo nome.»

Dante lo fissò.

«Elena non possedeva niente che Rocco non conoscesse.»

«Non parlo di denaro.»

Vittorio guardò il bambino.

«Parlo dell’unica cosa che può distruggere definitivamente chi ha iniziato questa guerra.»

Prima che qualcuno potesse chiedere altro, la radio di Marco esplose in una serie di voci sovrapposte.

«Boss!»

Scariche.

Urla.

Poi una frase chiara.

«Rocco Bellaro è stato preso.»

Dante afferrò la radio.

«Da chi?»

Silenzio.

Un altro uomo rispose.

«Non lo sappiamo.»

Dante strinse il dispositivo.

«Dov’è?»

La risposta arrivò dopo pochi secondi.

«Lo stanno portando alla villa.»

Vittorio chiuse gli occhi.

«Allora siamo già in ritardo.»

Dante si voltò verso di lui.

«Per cosa?»

L’anziano indicò Luca.

«Per impedire che tuo fratello venga costretto a consegnare tuo figlio alla persona che ha ucciso Elena.»

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