Divertimento

Ho Confessato Di Essere Ancora Vergine A 28 Anni—Ma Il CEO Miliardario Dietro La Porta Conosceva Già Il Segreto Della Mia Famiglia

Giulia non guardò subito Lorenzo. Continuò a fissare il volto di Riccardo Valenti sul televisore, come se distogliere gli occhi potesse rendere reale ciò che aveva appena sentito. Ogni persona importante della sua vita era stata scelta, osservata o manipolata. Chiara aveva appena confessato di essersi avvicinata a lei per ordine di Valenti. Sua madre aveva simulato la propria morte. Vittorio Ferri aveva fatto lo stesso. E adesso quell’uomo sosteneva che persino Lorenzo facesse parte di un percorso costruito intorno a lei.

«Stai mentendo», disse Giulia.

Valenti sorrise appena. «È ciò che suo padre sperava avrebbe detto.»

«Non parlare di mio padre.»

«Andrea era convinto che Orione potesse essere protetto affidandolo alla persona di cui si fidava più di chiunque altro.»

«Avevo dodici anni.»

«Precisamente. Una bambina senza interessi economici, senza ambizioni societarie e senza ragioni per vendere il sistema. Era perfetta.»

Lorenzo si avvicinò allo schermo. «Se vuoi qualcosa, chiedilo a me.»

Valenti lo osservò quasi divertito.

«È sempre questo il tuo problema, Lorenzo. Pensi ancora di essere il protagonista perché il tuo nome è sulla porta.»


Lorenzo irrigidì la mascella.

«Giulia», continuò Valenti, «chiedigli perché il suo ufficio sicurezza ha aperto un fascicolo su di lei otto mesi prima della vostra prima conversazione.»

Giulia finalmente si voltò.

Lorenzo non parlò.

Fu sufficiente.

«Otto mesi?»

«Posso spiegare.»

«Allora fallo.»

Lorenzo guardò Sofia, poi Chiara. Sembrava odiare il fatto di dover pronunciare quelle parole davanti a tutti.

«Quando abbiamo iniziato la revisione dei vecchi brevetti, il nome Moretti comparve in alcuni documenti corrotti. Ordinai un controllo sui discendenti di Andrea.»


«Su di me.»

«Sì.»

«Che cosa sapevi?»

«Dove lavoravi. I tuoi studi. La tua situazione finanziaria. Che eri figlia unica.»

Giulia sentì la nausea.

«Altro?»

Lorenzo esitò.

«Che avevi già presentato domanda alla NovaTech.»

Lei impallidì.

«E sono stata assunta due settimane dopo.»


Silenzio.

«Hai fatto assumere me?»

«Ho chiesto che il tuo curriculum venisse valutato.»

«Non è quello che ti ho chiesto.»

Lorenzo abbassò gli occhi.

«Ho impedito che venisse scartato.»

Giulia fece un passo indietro. Un altro ricordo venne contaminato. Aveva festeggiato quell’assunzione con Chiara credendo finalmente di aver ottenuto qualcosa soltanto grazie a se stessa.

«Quindi ero già dentro il tuo radar.»

«Sì.»

Valenti rise piano dallo schermo.


«E arriviamo alla parte romantica.»

«Taci», disse Lorenzo.

«Raccontale della mensa.»

Giulia si immobilizzò.

Lorenzo guardò Valenti con rabbia.

«Che cosa c’è da raccontare?» domandò Giulia.

«Lorenzo?»

«Non sapevo che saresti stata lì.»

«Ma sapevi chi ero.»

«Sì.»


Quella risposta fece più male di quanto Giulia si aspettasse.

Lorenzo si avvicinò.

«Quando ti ho sentita parlare con Chiara, sapevo già che eri la figlia di Andrea. Ma quello che è successo dopo non era pianificato.»

«Come faccio a crederti?»

«Non puoi.»

Giulia lo fissò.

Lorenzo continuò con voce più bassa.

«Non adesso. Non dopo tutto quello che hai scoperto. Posso soltanto dirti la verità e lasciare che sia tu a decidere.»

Valenti batté lentamente le mani.

«Commovente.»


Chiara afferrò il cavo del televisore e lo strappò dalla presa.

Lo schermo rimase acceso.

Tutti si immobilizzarono.

«Non sta usando il televisore», disse Chiara.

Lorenzo capì immediatamente.

«Orione è dentro la rete elettrica dell’edificio.»

Valenti ricomparve.

«Finalmente.»

Giulia si avvicinò allo schermo.

«Che cosa vuoi da me?»


Il sorriso scomparve dal volto dell’uomo.

«Voglio che torni alla NovaTech domani mattina.»

«Perché dovrei?»

«Perché alle nove il consiglio di amministrazione voterà la vendita della divisione dati alla Valenti Capital.»

Lorenzo impallidì.

«La riunione è stata cancellata.»

«No. Sei stato rimosso dalla convocazione.»

Lorenzo prese il telefono spento, lo riaccese e attese. Arrivarono immediatamente decine di notifiche.

Una mail del consiglio.

SOSPENSIONE TEMPORANEA DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO.


Giulia lo vide leggere.

«Che succede?»

Lorenzo le mostrò lo schermo.

«Sono accusato di aver nascosto informazioni finanziarie e manipolato procedure interne.»

Valenti sorrise.

«Domani NovaTech non sarà più tua.»

«Non lo è mai stata davvero», disse Giulia.

Tutti la guardarono.

Lei pensava al testamento originale. Al quarantanove per cento destinato all’erede di Andrea.

Valenti inclinò la testa.


«Brava.»

Giulia sentì qualcosa cambiare dentro di sé. La paura non scomparve. Ma per la prima volta smise di sentirsi soltanto la persona trascinata dagli eventi.

«È questo che ti preoccupa, vero? Se il testamento originale viene provato, non puoi comprare la società senza il mio consenso.»

Il volto di Valenti si irrigidì.

Giulia aveva colpito qualcosa.

«Domani verrò.»

«Giulia», disse Lorenzo.

Lei alzò una mano.

«Ma porterò le chiavi soltanto se Chiara sarà libera e se mia madre e Vittorio compariranno in collegamento davanti all’intero consiglio.»

Valenti rimase in silenzio.


«E voglio accesso completo agli archivi societari.»

«Non è lei a stabilire le condizioni.»

«Allora non avrai me.»

Giulia prese la medaglia.

«E, secondo te, senza di me Orione non serve.»

Valenti la fissò a lungo.

Poi lo schermo diventò nero.

Un messaggio apparve:

ORE 09:00. SALA CONSIGLIO.

Sotto:

VENGA SOLA.

Giulia si voltò verso Chiara.

«Ora raccontami tutto quello che sai.»

Per quasi due ore Chiara parlò.

Valenti l’aveva reclutata quando lavorava in una società di consulenza indebitata. All’inizio doveva soltanto osservare Giulia. Poi Elena l’aveva scoperta.

«Pensavo che tua madre mi avrebbe denunciata», disse Chiara. «Invece mi chiese di continuare.»

«Perché?»

«Perché voleva che Valenti credesse di controllarmi.»

Giulia la fissò.

«Quindi lavoravi per entrambi.»

«Sì.»

Chiara estrasse una piccola scheda di memoria dalla cucitura interna della giacca.

«Elena mi ordinò di conservarla finché non avessi trovato il taccuino.»

Lorenzo la inserì in un vecchio computer scollegato dalla rete.

Comparve un unico file video.

Andrea Moretti.

Giulia portò una mano alla bocca.

Suo padre era seduto proprio in quell’appartamento. Più giovane di come lei lo ricordava, ma era lui.

La registrazione riportava una data: due giorni prima della sua morte.

Andrea guardò direttamente verso la telecamera.

«Giulia, se sei tu a vedere questo filmato, significa che abbiamo fallito nel tenerti lontana da Orione.»

Giulia sentì le lacrime arrivare.

«Ma devi sapere una cosa. Orione non è stato creato per prevedere i mercati. Quella era soltanto la copertura.»

Andrea fece una pausa.

«Lo abbiamo costruito per individuare reti di corruzione attraverso movimenti finanziari, comunicazioni e società fantasma. Vittorio ed Elena mi aiutarono. Sofia custodì le chiavi.»

Lorenzo si voltò verso sua madre.

Sofia piangeva in silenzio.

Andrea continuò.

«Quando abbiamo scoperto quanto profondamente la rete fosse penetrata nelle istituzioni, abbiamo capito che pubblicare tutto avrebbe messo molte persone in pericolo.»

Sul video comparve una lista.

Politici. Banchieri. Dirigenti. Magistrati.

Poi un nome.

RICCARDO VALENTI.

«Ma c’è qualcosa che Giulia deve sapere prima di attivare il Protocollo Erede.»

Andrea si avvicinò alla telecamera.

«Il sistema non riconosce soltanto la sua identità biometrica. Richiede una scelta.»

Giulia trattenne il respiro.

«Se Giulia pronuncia la frase corretta durante l’attivazione, Orione renderà pubblico l’intero archivio. Nessuno potrà più cancellarlo.»

Lorenzo guardò Giulia.

«Il mio cuore», sussurrò lei.

Andrea sorrise sullo schermo.

«Se invece qualcuno costringe mia figlia ad attivarlo, esiste una seconda frase. Quella che usavamo quando un gioco doveva finire.»

Giulia chiuse gli occhi.

La ricordò immediatamente.

Basta giocare.

Andrea però non aveva finito.

«Quella frase distruggerà definitivamente Orione e ogni copia collegata.»

Giulia sentì il peso della scelta.

Pubblicare tutto.

Oppure distruggere tutto.

Poi Andrea pronunciò qualcosa che fece impallidire Sofia.

«E se Lorenzo Ferri è accanto a te quando guardi questo video, chiedigli cosa accadde il 14 novembre 2011.»

Giulia aprì gli occhi.

Lorenzo era diventato completamente bianco.

«Che cosa accadde quel giorno?» domandò.

Lui non rispose.

Sofia lo guardava con terrore.

«Lorenzo…»

Giulia si avvicinò.

«Dimmi la verità.»

Lorenzo inspirò lentamente.

«Il 14 novembre 2011 è il giorno in cui incontrai tuo padre.»

Giulia sentì il cuore fermarsi.

«Avevi detto di non averlo mai conosciuto.»

Lorenzo abbassò lo sguardo.

«Lo so.»

«Quando?»

Lorenzo sollevò gli occhi verso di lei.

«Tre ore prima dell’incidente che lo uccise.»

No comments yet