Divertimento

La Bambina Accusò Il Ricco Proprietario: «Perché Ha Mentito A Mia Mamma?» — Quello Che Scoprì Su Sua Moglie Cambiò Tutto

«Martina non è più nella villa.»

Teresa rimase senza fiato. Per un istante non comprese nemmeno le parole. Poi afferrò il braccio di Alessandro con entrambe le mani.

«Che significa non è più nella villa?»

«Ernesto, controllate ogni uscita!» gridò Alessandro al telefono. «Cercate l'auto di Riccardo, controllate i cancelli, il garage, le strade vicine. Voglio sapere dove si trova mia figlia.»

«Non è sua figlia» disse Teresa, quasi automaticamente.

Alessandro si fermò.

Lei aveva gli occhi pieni di paura.

«È mia figlia.»

Quelle parole bastarono a cambiare tutto. Alessandro non fece domande. Si voltò verso Lucia.

«Mamma, dimmi esattamente cosa è successo.»


Lucia si aggrappò al bordo del letto.

«Quando sono arrivata qui, Riccardo era già con me.»

Teresa la guardò incredula.

«Mio padre era qui?»

«Sì. È venuto circa mezz'ora prima di voi.»

«E Martina?»

Lucia chiuse gli occhi.

«Riccardo mi ha detto che doveva parlare con Alessandro. Io non volevo che entrasse nella villa, ma lui aveva paura che qualcuno lo avesse seguito.»

Alessandro sentì un nodo allo stomaco.

«Perché ha preso Martina?»


«Non l'ha presa.»

«Allora dov'è?»

Lucia indicò il corridoio.

«Prima di andarsene mi ha detto che la bambina aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere.»

Teresa sbiancò.

«Cosa?»

Lucia non rispose.

Alessandro si avvicinò.

«Mamma.»

La donna lo guardò con gli occhi lucidi.


«Martina ha trovato una chiave.»

Il cuore di Teresa accelerò.

«Quale chiave?»

«Quella che tuo padre cercava da ventitré anni.»

Alessandro sentì la testa girare.

«Come può averla trovata mia figlia?»

Lucia indicò la fotografia sul pavimento.

«Perché non era nella cassetta.»

Teresa si voltò.

«Dove era?»


«Nell'orologio.»

Il silenzio che seguì fu quasi irreale.

Alessandro ripensò alla fotografia ricevuta sul telefono. La cassetta, l'orologio, il tavolo della cucina. Aveva creduto che fossero due oggetti separati. Ma forse qualcuno aveva voluto farglieli vedere insieme proprio per un motivo.

«L'orologio che era nella fotografia» disse lentamente. «Dov'è?»

Lucia abbassò lo sguardo.

«Riccardo lo aveva con sé.»

Alessandro si voltò verso Teresa.

«E Veronica?»

Nessuna risposta.

Poi il telefono di Alessandro vibrò.


Numero sconosciuto.

Rispose immediatamente.

«Pronto?»

Dall'altra parte arrivò una voce maschile.

«Se vuoi rivedere la bambina, devi smettere di cercare Riccardo.»

Alessandro sentì Teresa portarsi una mano alla bocca.

«Chi sei?»

«Una persona che sa quanto vale quella chiave.»

«Se hai toccato mia figlia—»

«Nessuno le farà del male.»


La voce rimase calma.

«Ma ascoltami bene. Non chiamare la polizia. Non seguire Riccardo. E soprattutto non fidarti di tua moglie.»

La telefonata terminò.

Alessandro rimase con il telefono contro l'orecchio.

Teresa gli afferrò il polso.

«Era Martina?»

«No.»

«Allora era chi?»

«Non lo so.»

Lucia, però, aveva sentito abbastanza.


«È lui.»

Alessandro si voltò.

«Chi?»

La madre tremava.

«L'uomo che tuo padre cercava.»

Teresa si inginocchiò davanti a lei.

«Mia madre conosceva quest'uomo?»

Lucia annuì lentamente.

«Tua madre lo incontrò una volta.»

«Quando?»


«La notte in cui Riccardo scomparve.»

Teresa rimase immobile.

«Mia madre era con lui?»

«No. Era con me.»

«Allora perché lo conosceva?»

Lucia chiuse gli occhi.

«Perché fu lei a consegnargli qualcosa.»

Alessandro sentì la rabbia crescere.

«Che cosa?»

«Una copia dei registri.»


Teresa si alzò.

«Quali registri?»

«Quelli che dimostravano chi stava rubando alla famiglia Monti.»

Alessandro strinse i pugni.

«Pensavo fossero nella cassetta.»

«Non tutti.»

«Quanti?»

Lucia lo guardò.

«La parte più importante non è mai stata nella cassetta.»

Teresa impallidì.


«Dove si trova?»

Lucia esitò così a lungo che Alessandro capì che la risposta sarebbe stata terribile.

«Nella villa.»

Alessandro rimase immobile.

«Dove?»

«Nella stanza di tuo padre.»

La stanza era rimasta chiusa per quasi vent'anni.

Dopo la morte di Carlo, Lucia aveva impedito a chiunque di entrarci. Alessandro non aveva mai avuto il coraggio di chiederne il motivo.

Ora comprese.

«Veronica ci è mai entrata?»

Lucia non rispose.

«Mamma.»

«Sì.»

Teresa sussurrò:

«Quando?»

«Sei mesi fa.»

Alessandro sentì qualcosa spezzarsi dentro di lui.

«Perché?»

Lucia guardò verso la finestra.

«Perché stava cercando la stessa cosa che tuo padre aveva nascosto.»

In quel momento il telefono di Alessandro vibrò di nuovo.

Un'immagine.

Questa volta non era una fotografia della cassetta.

Era Martina.

La bambina era seduta su una sedia, apparentemente illesa. Aveva gli occhi lucidi ma non piangeva.

Accanto a lei c'era un tavolo.

Sul tavolo era appoggiato l'orologio di Carlo.

E una piccola chiave.

Sotto la fotografia comparve un messaggio:

**Portami il registro originale nella stanza di tuo padre. Vieni da solo. Hai trenta minuti.**

Alessandro fissò l'immagine.

Teresa lesse il messaggio sopra la sua spalla.

«Non puoi andare da solo.»

«Devo.»

«È una trappola.»

«Lo so.»

Lucia afferrò improvvisamente la mano del figlio.

«Alessandro, ascoltami. Non portare il registro.»

Lui si voltò.

«Perché?»

Gli occhi della donna erano pieni di terrore.

«Perché tuo padre non lo nascose per proteggere se stesso.»

«Allora per chi?»

Lucia tremò.

«Per proteggere te.»

Alessandro rimase senza parole.

Lucia inspirò profondamente, come se avesse finalmente trovato il coraggio che le era mancato per decenni.

«E se quella persona scopre cosa c'è scritto nell'ultima pagina, non cercherà più di ricattarti.»

«Che cosa farà?»

Lucia lo guardò.

«Ti ucciderà.»

In quello stesso istante, a centinaia di metri dalla villa, un'auto nera rallentò davanti a un semaforo.

Veronica era seduta sul sedile posteriore.

Davanti a lei c'era Riccardo.

Tra le mani teneva l'orologio di Carlo.

Veronica lo guardò.

«Hai portato la bambina?»

Riccardo scosse la testa.

«No.»

Lei impallidì.

«Allora dov'è Martina?»

Riccardo guardò fuori dal finestrino.

«Non lo so.»

Veronica rimase in silenzio.

Poi il suo telefono squillò.

Un messaggio anonimo apparve sullo schermo:

**La bambina non è con Riccardo. È con me. E adesso Alessandro sta per aprire la stanza che avete cercato di tenere chiusa per ventitré anni.**

Veronica smise di respirare.

Per la prima volta, capì che non era più lei a controllare la situazione.

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